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Stavo pensando proprio a te,
a te che sei quell’unico incastro perfetto, per me.
Quel pezzetto mancante di un puzzle,
senza il quale è facile lo stesso intuirne il senso,
ma dirsi completo, sarebbe come mentire a te stesso.
Stavo pensando proprio a te,
a te che hai giocato una partita volta a vincere;
e a me che divertita, con la solita smorfia un po’ arrogante
di chi ama le sfide, ti guardo consapevole
di saper essere impenetrabile.
E invece questa volta hai vinto tu.
Hai abbattuto ogni muro, oltrepassato ogni difesa;
astuto come un gatto, che passa tra le più strette fessure,
sicuro e quieto nel tuo andamento,
che avanzava passo dopo passo.
E così, senza che me ne accorgessi
e quando ormai era troppo tardi,
mi voltai e tu eri già qui,
a un soffio dalle mie labbra;
qui, a un passo dal mio cuore.
Ti dissi: “solo gli amori impossibili durano per sempre”
Mi dissi: “non lo voglio il per sempre.
Io voglio te, qui ed ora, ogni giorno
per il resto dei miei giorni.”
Sorrisi riproponendoti la mia solita smorfia divertita
nel dirti; “ma questo è il per sempre”.
E tu mi trascinasti verso te,
con le tue mani tra i passanti dei miei jeans preferiti
sussurrandomi: “se questo per te è il per sempre,
allora io voglio il tuo per sempre.”
-F.