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Sapete qual è il rumore che spaventa maggiormente il più della gente?
Il silenzio. Il silenzio terrorizza perché la totale assenza di rumore
diventa assordante, tanto è capace di alzare il tono dei nostri pensieri,
quella voce fastidiosa che preferiamo tendenzialmente ignorare, tanto è scomoda.
Così scomoda, da far riaffiorare alla coscienza
timori non curati, ansie non guarite, limiti non superati.
Come un incubo da cui non ci si riesce a svegliare,
l’assenza di rumore spinge ad un dialogo interiore
che a lungo rimandato, ora non può più non essere affrontato.
Così cedi.
E come un sogno ad occhi aperti
litighi, odi, piangi, gridi solo contro te stesso;
contro le cose che hai fatto male,
contro quelle che non hai avuto il coraggio di affrontare,
contro ciò che non è andato secondo i tuoi piani.
Maledici le battaglie perse, il tempo sprecato, tutte le lezioni mai imparate.
Così poi combatti.
Combatti perché non trovi una giustificazione, una ragione razionale;
combatti perché se tornassi indietro faresti le cose diversamente,
combatti perché non sarà mai abbastanza;
così combatti.. fino a che poi,
ti perdoni.
Così alla fine, ti perdoni.
Ti perdoni per avere amato troppo, perché sai di aver amato chi
in quel momento, aveva più bisogno di te, del tuo stesso amore.
Ti perdoni per le opportunità non colte al volo, perché comprendi che
un’occasione non colta, non porta su di se l’etichetta di codardia
ma quella di coraggio piuttosto, il coraggio di saper ascoltare il proprio istinto
e di saper dare le giuste priorità, al momento opportuno.
Ti perdoni per avere sbagliato, consapevole che se guardandoti indietro
la tua visione delle cose non è più la stessa, è la dimostrazione che
sei cresciuto, sei cambiato, sei diverso
e quanto questa sia l’unica chiave
per non ripetere lo stesso errore un’altra volta.
Così ti perdoni
così ti scopri
così finalmente, ti ami.
Ben venga il silenzio allora,
ben vengano i momenti di quiete
ben vengano le guerre interiori,
a farci capire quanto duro lavoro ci sia ancora da fare
dentro di noi, per coltivare il giardino della nostra anima.
La vita è un viaggio
alla scoperta di talenti trascurati perché non ci crediamo mai all’altezza;
alla scoperta di sfumature che nascondiamo dietro alle mille maschere
che siamo soliti indossare;
alla scoperta di tutto ciò che abbiamo da dare e che ancora
non sapevamo di poter offrire, tanto siamo stati proiettati
solo su schemi standardizzati, non volti a valorizzare l’unicità
ma a suggerire stupidi modelli, banalmente stereotipati,
di come dovremmo essere per piacere a quella stessa gente,
che preferisce stare a guardare.
Allora ben venga la pioggia,
perché solo quando vedremo nascere splendidi fiori
nel nostro giardino, capiremo quanto
ogni singola goccia d’acqua, sia stata così necessaria.
-F.