Come un Pugnale

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C’era nel tuo sguardo una scintilla di costellazioni già viste,

nelle tue labbra, il sapore di epoche passate già visitate,

nel tuo tocco, la familiarità di avventure già vissute.

Io che non ti conoscevo, ma ti ho riconosciuto. 

Nei tuoi occhi, lo stesso stupore meravigliato

di quando si ritrova qualcosa

che non si stava nemmeno cercando.

Tu che mi chiedevi della Luna e delle Stelle

la notte, sdraiati sull’erba fresca di una sera estiva,

ascoltando affascinato quella che ti suonava

come una lingua lontana, esotica

eppure non del tutto sconosciuta.

Tra le tue braccia, la delicatezza di chi sfiora qualcosa di fragile

per paura che possa infrangersi in mille pezzi,

come se non avessi mai toccato cosa più preziosa;

per capire solo poi che quella fragilità

che tanto temevi, non era la mia.

Spaventato da un sogno

troppo bello per essere vero,

troppo reale per poter durare.

Tu che mi baciavi con la passione

di chi pensa che ogni bacio possa essere l’ultimo,

come se per ogni inizio

più di tutto ne temessi la fine.

Io che ai tuoi occhi ero una Dea

mistica e affascinante,

seducente ma incomprensibile.

Io che non ho bisogno di parole

ti chiedo come amo,

E tu, che non hai bisogno di conferme

mi rispondi: “Come un Pugnale.”

-F.

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